ENDODONZIA

Definizione, scopi e indicazioni dell’endodonzia.

Con il termine endodonzia si intende quella branca dell’odontoiatria che si occupa della terapia dell’endodonto, ovvero lo spazio all’interno dell’elemento dentario, che contiene la polpa dentaria.
endodonzia_01
L’endodontista pertanto si occupa della diagnosi e del trattamento dei processi patologici della polpa dei denti e dei tessuti periradicolari.

Che cosa significa trattamento endodontico o “devitalizzazione” di un dente

endodonzia_02

Eseguire il trattamento endodontico di un dente significa asportare la polpa del dente contenuta nella camera pulpare e nei canali radicolari e sostituirla con un materiale inerte (guttaperca) previa una appropriata sagomatura e detersione dello spazio endocanalare.

  1. L’elemento dentario 46 presenta una grande otturazione che ha interessato la polpa dentaria.
  2. Si esegue il trattamento endodontico.
  3. Radiografia eseguita al termine della cura canalare: si evidenzia la radiopacità della guttaperca all’interno dei canali radicolari.
  4. Radiografia dopo 6 mesi dal trattamento.

La guttaperca o guttapercha è una macromolecola di origine vegetale molto simile, per chimica e per origine, alla gomma naturale o caucciù. Il nome deriva dall’inglese gutta-percha, a sua volta originato dal malese jetah percáh che significa ‘gomma di percha’ ed è anche il nome dell’albero da cui è ricavata.

Quali sono i motivi per cui si decide di eseguire una terapia endodontica?

  • Una carie molto profonda che si spinge fino alla polpa o in prossimità della stessa; in tal caso il dolore può essere più o meno forte e l’unico modo per alleviare il dolore è devitalizzare il dente.
  • Quando sono presenti delle lesioni endodontiche (granulomi) all’apice di un dente in seguito ad una carie persistente. La cura serve ad impedire la diffusione di batteri e tossine al di fuori dalla radice infetta; i batteri diffondendosi potrebbero annidarsi ai reni o al cuore o alle sinovie provocandone danni gravi.
  • Prima di incapsulare i denti dovrebbero essere trattati endodonticamente per prevenire una compromissione pulpare a distanza di qualche anno, evitando così di reintervenire su lavori eseguiti pochi anni prima.
  • Presenza di notevole sensibilità dentinale in particolare agli stimoli termici.
  • Necessità di posizionare un perno- moncone per assicurare una maggior ritenzione alla ricostruzione di un dente parzialmente fratturato o cariato coronalmente.

Fasi di un trattamento endodontico

L’endodonzia moderna è caratterizzata da tre passaggi:

  1. Eliminazione dei residui di polpa da tutti i canali.
  2. Sagomatura e detersione dei canali al fine di asportare meccanicamente e chimicamente eventuale dentina infetta e conferire ai canali, che anatomicamente hanno una forma tortuosa e una superficie interna irregolare, una forma conica e ben levigata.
    I moderni strumenti meccanici in NiTI permettono di realizzare perfettamente e con più facilità questo tipo di preparazione.
  3. Otturazione canalare, cioè chiusura tridimensionale dello spazio canalare con materiali termoplastici e biologicamente inerti per impedire fisicamente una ricolonizzazione del canale da parte dei batteri.

Quali sono a livello clinico le diverse fasi della terapia?

  • Anestesia locale
  • Isolamento del campo con diga di gomma
  • Apertura, sondaggio di tutti i canali del dente e asportazione meccanica dei residui pulpari.
  • Accurata e precisa misurazione della lunghezza dei canali per disinfettare ed eliminare ogni residuo di tessuto organico eventualmente presente.
  • Alesaggio dei canali con strumenti manuali e rotanti in modo da rendere le superfici interne lisce e ben levigate.
  • Riempimento dei canali con guttaperca termoplastica riscaldata e compattata in modo da otturare ogni spazio compresi eventuali canali accessori.
  • Ricostruzione del dente con materiali adesivi per eliminare il rischio di fratture successive. Se le pareti residue del dente non danno sufficiente garanzia di robustezza, sarà necessario ricoprire il dente con una capsula +/- un perno moncone.

I trattamenti endodontici richiedono tempi di esecuzione lunghi, ma possono garantire la guarigione dell’endodonto permettendo quindi di mantenere il dente in arcata evitandone l’estrazione precoce. (La prognosi a 10 anni è del 93% circa)

Ritrattamenti endodontici

Il risultato di un trattamento endodontico inadeguato (evidenziabile con una radiografia) può portare a problemi immediati o tardivi come:

  • granulomi
  • ascessi

Pertanto a volte ci si ritrova di fronte a denti da “ritrattare” per via ortograda o per via retrograda tramite apicectomia, per poter risolvere queste situazioni.

Il trattamento di un dente che presenta una cura inadeguata è spesso più lungo e difficoltoso del trattamento di un dente vitale.
Gradini, false strade, strumenti endocanalari rotti all’interno del canale, doppie curvature, fratture radicolari sono tutti fattori che rendono più difficoltoso il passaggio degli strumenti e non sempre quindi si riesce ad oltrepassare il precedente limite di chiusura e ad arrivare fino all’apice radicolare. (la prognosi di un ritrattamento varia dal 75%-87%).

La guarigione porta alla scomparsa radiografica del granuloma nell’arco di circa 6-12 mesi.
Pertanto verranno effettuate delle radiografie di controllo a 3 e a 6 mesi per valutare l’esito della terapia prima di procedere ad eventuali procedure protesiche definitive.