IMPLANTOLOGIA

IMPLANTOLOGIA

L’implantologia orale è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con altrettante radici sintetiche ancorate nell’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti, o possono anche fungere da supporto per una protesi completa.

Attualmente gli impianti dentali sono realizzati in titanio puro o una lega di questo metallo. L’utilizzo del titanio è ad oggi la miglior combinazione di resistenza, adattabilità e biocompatibilità che offre questo materiale. Il titanio non provoca reazioni da corpo estraneo, ma stabilisce una connessione con l’osso grazie alla osteointegrazione.

 

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Lo studio Hruska si avvale delle soluzioni implantari sin dalla fine degli anni ’70, avendo sviluppato una casistica di migliaia di interventi di successo, garantendo la certezza del risultato estetico e funzionale grazie anche all’utilizzo dei migliori impianti in commercio come Nobel®, Astra® e Megagen®, tutte aziende leader nel settore.

L’impianto è la soluzione ideale per sostituire:

  • uno o più denti mancanti;

 

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  • casi di edentulia totale;

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Quando il paziente è edentulo o sta per perdere tutti gli elementi dentari di una intera arcata, ha 3 possibilità terapeutiche:

  1. protesi totale rimovibile
  2. overdenture
  3. torontobridge

 

In queste due ultime soluzioni, vengono posizionati 4/6 impianti ossei nell’osso dell’arcata edentula. Nell’overdenture, sugli impianti verrà posizionata una barra sulla quale verrà agganciata una dentiera rimovibile con delle clips in modo da poter essere stabile. Il paziente avrà una dentiera molto più stabile di una dentiera tradizionale e meno invadente, che dovrà però togliere quotidianamente per l’igiene della stessa.

Nel torontobrige: sugli impianti viene avvitato un bloccaggio di 10/12 elementi fisso e stabile che dà lo stesso comfort di un lavoro protesico su denti naturali.

Queste due terapie riabilitative rappresentano una soluzione anche per tutti i portatori di protesi totale (dentiera) che hanno disagi con la funzione masticatoria, diminuzione del senso del gusto e dei sapori e soprattutto difficoltà nella vita di relazione. Con queste tecniche abbiamo la possibilità di migliorare la loro qualità di vita ridandogli funzionalità e la sicurezza di un bel sorriso.

 

CARICO IMMEDIATO POST ESTRATTIVO

Il carico immediato è una tecnica che ci permette di inserire impianti in titanio e di fissarvi sopra le corone provvisorie, immediatamente dopo l’intervento.Nasce come un’esigenza di dare risposte riabilitative rapide al deficit funzionale ed estetico dei pazienti.

Fino a pochi anni fa si riteneva che per raggiungere l’osteointegrazione degli impianti endossei orali fosse necessario osservare un periodo di guarigione in assenza di carico protesico pari ad almeno 3 mesi nella mandibola e 4 mesi nel mascellare superiore. Per determinare il successo dell’impianto, bisognava che fossero soddisfatti almeno 4 requisiti fondamentali:

A) immobilità clinica;

B) assenza di infiammazione dei tessuti molli peri-implantari, di neuropatie o parestesie;

C) assenza di radiotrasparenza attorno all’impianto;

D) perdita di osso crestale (CBL= crestal bone loss) minore di 1,5-2 mm nel primo anno e non eccedente 0,2 mm per anno, negli anni successivi.

Questi parametri sono stati considerati validi fino a poco tempo fa, ma secondo le direttive più recenti si considera osteointegrato un impianto che presenti un riassorbimento di osso crestale, misurato a 5 anni dall’inizio del carico, minore o uguale a 2mm e con la maggior parte di esso concentrato nel primo anno. Arturo Roby Hruska, negli anni 1970, è stato uno dei primi Medici odontoiatri a studiare il carico immediato, spinto dalle esigenze estetiche dei suoi pazienti: “perché aspettare 3 o 4 mesi a mettere un dente su un impianto?”

Da qui è nata la ricerca, in collaborazione con gli ortopedici che caricano le protesi di anca anticipatamente per stimolare l’osteointegrazione della stessa e sono stati scritti molti articoli per documentare questa nuova tecnica.

Diversi Autori, negli ultimi anni, hanno rivisto alcuni punti cardine del protocollo tradizionale. In particolare, è stata messa in dubbio la necessità assoluta della guarigione senza carico protesico.

Questa tecnica però non è sempre possibile: dipende dalla quantità e della qualità d’osso disponibile nella regione dove viene eseguita la riabilitazione implantaredal carico masticatorio al quale è sottoposto l’impianto, dal tipo di occlusione, dalla lunghezza e dal diametro dell’impianto che possiamo inserire in quella determinata zona. Tutti fattori che devono essere attentamente valutati durante il piano di trattamento.

Nel nostro studio diamo molta importanza al piano di trattamento: dopo aver visitato il paziente, eseguito tutte le immagini radiografiche necessarie ed ascoltato le esigenze del paziente ci riserviamo un pomeriggio per riunire lo staff e discutere del/degli eventuali tipi di trattamento possibili per risolvere il caso, attraverso una lettura attenta e dettagliata della ortopantomografia e della TcDentascan. Sarà in questa sede che si analizzano le indicazioni per questa o un’altra tecnica operatoria.

In pratica, questa tecnica consiste nell’estrarre l’elemento dentario, più o meno compromesso, nel successivo inserimento dell’impianto in titanio e nel confezionamento immediato di un dente protesico fisso, nella stessa giornata.

In una seduta successiva, distanziata di alcuni mesi per la necessaria verifica dell’avvenuta osteointegrazione degli impianti, verrà applicata la protesi definitiva realizzata con i materiali più graditi al paziente stesso ed il trattamento sarà concluso.

 

RIGENERAZIONE OSSEA

La rigenerazione ossea consiste nell’effettuare un innesto di osso in quelle zone in cui questo viene a mancare. Le cause che portano a realizzare un innesto d’osso sono diverse, per lo più legate a:

  • parodontite, la quale porta progressivamente alla perdita dell’osso di sostegno degli elementi dentari e quindi dei denti stessi;
  • estrazioni dentali, soprattutto se l’elemento dentale estratto viene sostituito dopo molto tempo, in quanto si avrà riassorbimento osseo nella zona edentula;
  • traumi dentali.

Quando si effettua chirurgia implantare l’innesto d’osso, nelle situazioni di mancanza di quest’ultimo, risulta una valida alternativa per dare sostegno e ancoraggio agli impianti dentali.

L’osso utilizzato nella rigenerazione ossea può essere autologo, cioè osso prelevato dal paziente stesso che riceve l’innesto, o eterologo, cioè osso non prelevato dal paziente che riceve l’innesto.