ONCOLOGIA

Il carcinoma del cavo orale ha un’incidenza del 10% nella popolazione mondiale. Per quanto la bocca sia una cavità facilmente esplorabile, viene diagnosticato nel 70% dei casi tardivamente, ed essendo estremamente aggressivo si interviene troppo tardi. Nel nostro studio siamo fermamente convinti che si possa effettuare una campagna preventiva del carcinoma orale diagnosticando le lesioni precancerose, asportandole e quindi limitando terapie molto più complesse e invalidanti. La periodica, preventiva, seduta di igiene orale viene impiegata anche per monitorare i tessuti molli del cavo orale, le labbra, la lingua e il pavimento della bocca. Qualora evidenziassimo delle lesioni sospette durante la visita, eseguiamo delle fotografie per monitorare a brevissima distanza l’evoluzione della lesione. Se la lesione non guarisce viene successivamente asportata per effettuare l’esame istologico ed avere una diagnosi certa circa la sua natura.

 

COS’E’ IL TUMORE ALLA BOCCA

Il termine “carcinoma orale” comprende un insieme piuttosto vario di tumori che insorgono a livello del cavo orale, tra cui sono inclusi i tumori del labbro, della lingua, della faringe, della gengiva, del palato e delle ghiandole salivari. I pazienti con tumori della testa e del collo rappresentano, una categoria particolarmente esposta ad uno dei tumori più invalidanti, sia per la posizione anatomica, sia perché estremamente aggressivi. Tali neoplasie insorgono in aree strutturalmente complesse e funzionalmente rilevante per attività critiche come il linguaggio, la deglutizione e la masticazione. Inoltre le deformità della testa e del collo che esitano in perdita dell’integrità facciale possono avere profondi effetti emozionali e sociali sul paziente.La presenza sulle mucose del cavo orale di una tumefazione persistente, di una macchia bianco rossastra che non si risolve, ovvero di una ferita che non si rimargina, sono possibili segnali di allarme perché potrebbero essere la manifestazione di una lesione precancerosa o tumorale del cavo orale. Le lesioni precancerose, chiamate ormai disordini potenzialmente maligni, sono lesioni ben visibili e delimitate che potrebbero essere più a rischio della mucosa sana circostante. I disordini potenzialmente maligni del cavo orale di tipo focale sono:

  • Leucoplachia, è una placca o macchia bianca che non può essere rimossa con la semplice abrasione. La leucoplachia colpisce soprattutto persone mature, di età superiore ai 40 anni;
  • Eritroplachia, è una lesione di colore rosso, si può presentare sul palato, sul pavimento della bocca, sulla mucosa buccale. Ha un tasso di trasformazione neoplastica che varia dal 14 al 50%, ed è una patologia ad alto rischio perché troviamo quasi sempre displasia e atipia cellulare;
  • Lichen planus, è una malattia cronica, può apparire come delle lesioni bianche con aspetto reticolare raggiato, ed ha la caratteristica  di essere bilaterale;
  • Cheilite attinica, è un’alterazione della superficie rossa del vermiglio delle labbra, soprattutto sul labbro inferiore. È più comune in soggetti con storia di esposizioni solari intense e prolungate, le radiazioni ultraviolette sono un agente estremamente dannoso. Solitamente si osserva attorno ai 50 anni di età. Si presenta come una scarsa definizione del bordo cutaneo delle labbra per la comparsa di elementi biancastri e irregolari.

 

Leucoplachia

Leucoplachia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carcinoma verrucoso

Carcinoma verrucoso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eritroplachia

Eritroplachia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EZIOLOGIA

Esistono numerosi fattori di rischio per i tumori del cavo orale. Il fumo rappresenta di gran lunga il principale fattore nei paesi occidentali. Il rischio di sviluppare uno di questi tumori maligni in soggetti che fumano meno di 15 sigarette al giorno è di 3-4 volte aumentato rispetto ai non fumatori, mentre per livelli di fumo maggiori sale a 9-10 volte. Tale rischio, tuttavia, declina sostanzialmente circa dieci anni dopo la cessazione del fumo. Per i tumori maligni del cavo orale l’associazione è forte oltre che con il consumo di sigarette, con l’uso di pipa e sigari, nonché nelle aree dell’Asia dove quest’abitudine è diffusa, con la masticazione di betel. Dopo il tabacco,il secondo responsabile delle neoplasie della testa e del collo è il consumo elevato di bevande alcoliche. Questi due agenti eziologici rendono ragione di circa il 75% della patologia orale ed orofaringea maligna in Europa, nelle Americhe ed in Giappone.

 La patologia neoplastica del cavo orale è più frequente di quanto si ritiene. Soprattutto nel sesso maschile, ha connotazioni epidemiologiche particolari e la sua incidenza è andata significativamente aumentando negli ultimi decenni. I tumori maligni del cavo orale rappresentano, a livello mondiale, circa il 10% dei tumori maligni negli uomini ed il 4% nelle donne. In Italia, si stima che, nei primi anni novanta, i nuovi casi di tumore maligno del cavo orale e faringe siano stati ogni anno circa 4.600 negli uomini e 1.300 nelle donne. Negli USA la American Cancer Society ha stimato 35.300 nuove diagnosi di cancro della cavità orale e 7500 decessi nel 2008.

Se la mortalità è aumentata meno significativamente, è probabilmente merito di una maggiore efficacia dei trattamenti e di una, seppur modesta, diagnosi precoce. In Europa e specificatamente in Italia le sottosedi più colpite, dopo il labbro inferiore, sono la lingua (30%) e il pavimento orale (16%).

Oltre il 90% dei tumori maligni del cavo orale sono rappresentati da carcinomi squamo cellulari (OSCC – OralSquamous Cell Carcinoma). Complessivamente, a livello mondiale, il carcinoma squamocellulare del cavo orale rappresenta il 5% di tutti i tumori maligni negli uomini ed il 2% nelle donne, per un totale di 266.672 casi nell’anno 2000. Tuttavia, a fronte di questa apparente omogeneità, il comportamento biologico di questi tumori è notevolmente variabile.

 

DIAGNOSI

Nonostante il cavo orale sia facilmente esaminabile, circa il 70% dei carcinomi orali vengono diagnosticati tardivamente. Il principale ostacolo alla diagnosi precoce del carcinoma orale è causato dalla possibile confusione di questo grave tumore con lesioni di apparente natura traumatica o flogistica riconducibile a protesi incongrue o problemi dentari. È possibile, pertanto, che gli specialisti non vengano interpellati tempestivamente. Nelle fasi iniziali i sintomi possono essere inesistenti o molto ridotti e il disordine potenzialmente maligno o il cancro precoce possono essere osservati solo nel corso di una visita di routine. Il cancro della bocca se riconosciuto in fase precoce, quindi, può essere curato con successo con elevate percentuali di guarigione. I principali esami per individuare i tumori del cavo orale, in assenza di sintomi, che lo studio Hruska utilizza sono l’ispezione, la palpazione ed altri ausili diagnostici che possono aiutarci in un corretto inquadramento della lesione sospetta, come ad esempio il blu di toluidina. L’esame istologico, previa biopsia, viene effettuato soltanto in ultima analisi, essendo questo l’unico esame di una certa attendibilità.Ad ogni visita, nel nostro studio odontoiatrico si effettuano controlli ai tessuti molli e a tutte le componenti anatomiche del cavo orale per la diagnosi precoce del carcinoma orale.

 

TERAPIA

La rimozione chirurgica del tessuto neoplastico rappresenta uno dei momenti fondamentali della terapia del carcinoma. Gli interventi possono essere eseguiti sia con gli strumenti tradizionali quali bisturi, sia con altri mezzi (elettrobisturi, laser). Indipendentemente dalle dimensioni i carcinomi del cavo orale vanno asportati totalmente insieme ad una certa porzione di tessuto sano circostante di circa 1 cm di diametro. Oltre che agire sul tumore primitivo spesso il chirurgo è chiamato ad intervenire sulle stazioni linfonodali che drenano i territori del cavo orale.La chemioterapia e la radioterapia sono trattamenti che vengono effettuati come adiuvanti all’asportazione chirurgica, raramente vengono impiegate come unico approccio terapeutico.

 

PREVENZIONE

Se si presentano delle lesioni anche minime ed indolori delle mucose del cavo orale, incluse labbra e lingua, che non guariscono dopo le due settimane, consultare subito un medico specialista odontoiatra. Non sottovalutare noduli o indurimenti delle mucose, piccole ulcere, placche bianche o rosse specie se sanguinanti, escrescenze.