ORTODONZIA

Cosa è l’Ortodonzia Funzionale oggi

Per la maggior parte dei genitori che portano i figli dal dentista (o meglio dall’ortodontista) l’Ortodonzia è quella branca specialistica dell’odontoiatria che serve a raddrizzare i denti dei loro figli con lo scopo di raggiungere un sorriso bello con i denti tutti allineati. Qualunque tecnica venga utilizzata il risultato è sicuro: i denti rispondono alle sollecitazioni e si allineano con grande soddisfazione dei genitorie dei pazienti che si trovano con denti dritti e sorrisi piacevoli che a questo punto devono essere mantenuti stabili nel tempo attraverso l’utilizzo di apparecchiature di contenzione (fisse o rimovibili).

La considerazione di partenza di tutto ciò sta nella valutazione del concetto patologico di “anomalie dentarie od ossee” in altre parole nel riconoscimento di quelle che normalmente sono chiamate Malocclusioni (o Disgnazie) rispetto ad una “norma” occlusale ed/o ossea ben definita.

Il passaggio dall’adattamento fisiologico a quello fisio-patologico ed infine alla patologia franca è dovuto principalmente alla riduzione progressiva della capacità di adattamento del nostro organismo agli iterati insulti di agenti stressanti (esogeni od endogeni). Tra gli agenti stressogeni endogeni troviamo tutte le alterazioni funzionali (disfunzioni) che coinvolgono a vari livelli qualsiasi sistema od apparato del nostro organismo e quindi in campo odontoiatrico le disfunzioni della respirazione (respirazione mista a prevalenza orale), della masticazione (scarsa masticazione prevalentemente monolaterale), della deglutizione (deglutizione atipica o infantile) e della fonesi (problemi vari nella articolazione della parola).

Concentrare la nostra attenzione su queste disfunzioni diventa oggi fondamentale per capire lo sviluppo ed il perpetuarsi delle malocclusioni ossia dei denti storti.

Le malocclusioni non sono il risultato di una ereditarietà casuale o sfortunata ma dell’adattamento delle nuove generazioni a condizioni di vita diverse da quelle dei propri predecessori (vale a dire artificiali e lontane dal ciclo naturale). Quindi la disfunzione masticatoria (insieme ad altre disfunzioni prima delle quali quella respiratoria) diventa una delle cause predisponenti allo sviluppo dei denti storti. La prima cosa da fare nell’affrontare qualsiasi malocclusione sarà quella di fare una corretta, approfondita e completa diagnosi.

La Diagnosi ci permetterà di impostare un Piano Terapeutico individuale il cui scopo sarà quello di assecondare le richieste estetiche del paziente e dei genitori, ed insieme di far in modo che il soggetto in esame trovi una giusta armonia funzionale orale cercando per lo meno di annullare il ricorso alle estrazioni dentali e di non aggravare le componenti posturali extra-orali.

La Terapia che permette il raggiungimento di un equilibrio tra le richieste del paziente ed i nostri obiettivi funzionali. Per raggiungere questo scopo i nostri apparecchi dovranno modulare le disfunzioni presenti portando l’intero sistema verso un equilibrio più virtuoso e quindi più utile per soddisfare gli obiettivi ortodontici sia estetici che funzionali. In questa ottica ciascun apparecchio utilizzato diventa un “Modulatore Disfunzionale” che non apporta modifiche forzate ma guida i cambiamenti all’interno del margine di adattamento individuale, unica garanzia per ridurre notevolmente la tendenza alla instabilità dei risultati ottenuti (recidiva).

Lo scopo finale sarà quello di raggiungere un equilibrio tra l’estetica e la (dis-)funzione vale a dire un bel sorriso in armonia con la realtà (dis-)funzionale di ciascun paziente e rispettoso della sua unicità di essere umano irripetibile.

I momenti del percorso Ortodontico Funzionalista

L’Ortodonzia, nel giovane paziente, si propone di armonizzare la crescita del soggetto con la evoluzione della sua dentatura e sulla base delle sue (dis)funzioni. Il percorso terapeutico ortodontico si articola in tre momenti concettualmente ben precisi ma variabili nella evoluzione temporale nel rispetto dello sviluppo di ciascun individuo: Ortodonzia Intercettiva, Ortodonzia propriamente detta e Contenzione.

Per Ortodonzia Intercettiva si intendono quella serie di interventi terapeutici in dentizione da latte o mista, che hanno lo scopo di intercettare i problemi presenti nel paziente per evitarne l’aggravamento. Per esempio la mancanza di spazio nelle arcate che causa affollamento dentale e che potrebbe richiedere in dentizione permanente la riduzione del numero di denti (estrazioni) per creare lo spazio necessario per allineare gli altri, oppure la risoluzione della inversione del morso degli incisivi. Non ha il fine di raddrizzare i denti permanenti visto che durante questo periodo la bocca dei nostri pazienti è abitata da molti denti da latte. Una buona Intercettiva oltre ad annullare il ricorso ad estrazioni, semplifica le fasi successive del trattamento, riduce i tempi di Terapia Fissa ed aumenta la stabilità dei risultati ottenuti.

L’Ortodonzia propriamente detta, intervenendo a fine cambio dei denti da latte (12/13 anni), si occupa del raddrizzamento dei denti permanenti. In questa fase si armonizzano i rapporti dentali ed ossei per ottenere un risultato estetico e funzionale buono ma non definitivo in quanto la crescita dei ragazzi non è terminata.

La Contenzione ha come scopo il mantenimento dei risultati ottenuti nelle due fasi precedenti, deve seguire ed assecondare gli ultimi momenti di crescita del paziente fino oltre il secondo decennio di vita. Richiede scarsa collaborazione da parte del paziente perché necessita di apparecchi notturni portati con frequenza progressivamente calante (all’inizio apparecchi mobili tutte le notti, poi negli anni riduzione a una notte si ed una no, quindi due no ed una si, per arrivare ad una notte a settimana). Dei tre momenti della Terapia Ortodontica è quello più delicato ed importante perché permette la stabilizzazione dentale ed ossea e quindi riduce la tendenza alla recidiva.

Gli Apparecchi utilizzati durante il percorso Ortodontico Funzionalista

 La Serpentina (Upper Bumper): unico apparecchio che farà inquietare i genitori per farlo togliere e non per farlo portare!! Dopo un breve periodo di adattamento la Serpentina sarà portata senza nessun  problema al punto che i ragazzi dimenticheranno anche di levarla per pochi minuti una volta al giorno (come raccomandato dal medico).

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Si utilizza molto durante la Terapia Intercettiva ossia quando ancora non si sono cambiati tutti i denti. Il suo principale  scopo è quello di recuperare lo spazio mancante ed evitare, in futuro, le estrazioni di denti sani e permanenti al fine di guadagnare lo spazio per poter raddrizzare gli altri denti (pratica molto utilizzata ancora oggi). Armonizza le arcate ed accorcia notevolmente i tempi di Terapia Fissa quando necessaria. Rende maggiormente stabili le bocche con minor tendenza alla recidiva.

Le Placche Mobili: apparecchi “antichi” ma validissimi, rappresentano delle ottime opportunità terapeutiche. Devono essere portati “part-time” e per questo non dovranno mai uscire di casa…il loro uso si limiterà a 90/98 ore cumulative alla settimana (una media di 14 ore su 24), per lo più sono portate di notte e qualche ora al pomeriggio quando si sta in casa. Per questo sono spesso preferite dai pazienti adulti in alternativa agli apparecchi Fissi.

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Le Placche Mobili possono essere utilizzate durante la Terapia Ortodontica per raddrizzare i denti in tutti quei casi che non necessitano prioritariamente della Terapia Fissa ed in altri momenti del trattamento, sono tra gli apparecchi di elezione durante la Contenzione o Terapia di Mantenimento.

La Terapia Fissa: sono gli apparecchi maggiormente conosciuti ed, in parte, i più temuti per il loro impatto estetico. Come dice il nome, sono apparecchi fissi e non rimovibili e proprio per questo con l’avvento di nuovi materiali simil-ceramici si è cercato di renderli il meno “brutti” possibile.

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La Terapia Fissa viene utilizzata per allineare i denti tutte le volte che ci sia bisogno di un controllo tridimensionale totale su ciascun dente.

L’Attivatore: chiamato anche “Monoblocco” per la sua caratteristica di apparecchio unico per entrambe le arcate. L’Attivatore è l’apparecchio “funzionale” per antonomasia, la sua azione si svolge primariamente sui muscoli facciali, l’attivazione muscolare determina dei cambiamenti nelle ossa facciali e le variazioni a livello osseo trascinano con se i denti che nelle ossa sono inseriti. Utilizzare questo apparecchio è come avere in bocca una palestra dove un personal trainer si occupi di far fare della ginnastica facciale al nostro paziente.

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Lo scopo principale dell’uso dell’Attivatore è quello di risolvere la dimensione verticale della occlusione vale a dire di aprire i morsi quando a denti stretti i denti superiori coprono, in senso verticale, completamente i denti inferiori, queste situazioni sono chiamate Morsi Profondi.